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NoReal partecipa al nuovo allestimento dell'Antiquarium Arborense di Oristano, in Sardegna.



Prodotto dal Comune di Oristano, con la collaborazione di Consulmedia, brillande azienda informatica oristanese, NoReal realizza un importante video intitolato "Efisio Pischedda, memorie di un antiquario", oltre ad immagini stereoscopiche e modelli 3D in realtà aumentata.

Il video "Efisio Pischedda, memorie di un antiquario" si divide in due volumi. Il primo volume affronta una panoramica di riferimento sull'archeologia del Mediterraneo e le sue relazioni con la Sardegna; il secondo volume espone l'archeologia dell'oristanese, fortemente connotata dall'opera di raccolta e catalogazione che l'avvocato Pischedda opera per piacere personale sulla fine del 1800. La collezione arriverà a contare più di 6400 pezzi, (la più grande collezione privata in Sardegna), e sarà conosciuta nell'allora Europa dell'archeologia "che conta". Successivamente sarà esposta nell'Antiquarium Arborense di Oristano. Efisio Pischedda scrive le sue memorie e dialoga con il Prof. Friedrich von Duhn, cattedratico dell'Università Heidelberg, in Germania, che lo va a trovare nel 1893, proprio per ammirare i reperti. E così si raccontano, e ricordano le avventure archeologiche dei loro colleghi del tempo: Schliemann, Belzoni, Champollion, Carter e molti altri. La tecnica narrativa è, pertanto, il dialogo, sfruttando la computergrafica 2D e le riprese in green-back, per animare la presentazione delle informazioni storiche e geografiche. Di grande effetto visivo sono le ricostruzioni 3D dei principali siti archeologici di provenienza dei reperti: un villaggio neolitico nei dintorni di Cabras, il nuraghe Losa di Abbasanta, la città romana di Tharros. Il risultato finale coinvolge il visitatore del museo come se fosse il terzo partecipante al consesso, offrendo la possibilità di contestualizzare e "vivacizzare" la storia dei reperti esposti. L'inaugurazione è stata fatta l'11 Marzo 2016 alla presenza del direttore Momo Zucca e delle autorità locali, curatore scientifico dell'opera e co-redattore dei testi insieme a Davide Borra.

(2016)