Uno dei più importanti edifici di Pompei é la cosiddetta Villa Imperiale, scoperta dopo i bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e scavata da Mauri nel 1947. La villa deve il nome al suo carattere signorile.

In posizione panoramica non lontano dalla Porta Marina, l’edificio impressiona per la sua vastità e la sua posizione emergente. A questo corrisponde la decorazione di alcune sale. Nella decorazione possiamo distinguere due fasi, una augustea databile al 20 a.C. di terzo stile ed una flavio-neroniana di quarto stile, databile tra 60 e 70 d.C. Le pitture della prima fase documentano un cambiamento di gusto. Se prima di ciò, ai tempi della repubblica romana lo scopo delle pitture parietali era l’illusione di uno sguardo che si perdeva verso l’esterno lungo cortili e colonnati, adesso la situazione cambia. Negli interni si imitano metalli preziosi e materiali in pietra con esili colonnine e piccoli pinakes posti all’interno di cornici e piccole architetture. La scenografia signorile e fastosa viene ora sostituita da una raffinatezza artistica di un costoso arredamento degli interni. Il raffinato sistema decorativo attinge dalla totalità del repertorio dei motivi dell’impero romano e include di conseguenza anche motivi egittizzanti. E al centro della parete non si trova più, come ai tempi della repubblica una veduta di un’architettura sacrale, ma una scena mitologica a grandi figure o un ampio panorama di paesaggi idilliaci.


La Villa Imperiale, attualmente chiusa ai visitatori, si trova vicino alla città e si può raggiungere in pochi minuti dalla stazione “Pompei, Villa dei Misteri/Pompei scavi”, entrando per l’ingresso principale “Porta Marina”. La via Marina, una volta il più importante collegamento fra la costa e la città , conduce in salita alla Porta Marina che ha due porte. Poco sulla destra si trova in direzione sud-ovest un portico lungo m 80, i cui resti sono conservati . Questo portico conduce all’impianto della Villa Imperiale. L’ubicazione della Villa Imperiale é sotto molti punti di vista privilegiata. Nel corso del primo secolo a.C. sorgono lungo le pendici ovest e sud della città le cosiddette “case su terrazze”. Una di queste case spaziose e lussuose,circondate da giardini, é la Villa Imperiale, costruita a ridosso delle vecchie mura urbane e con un magnifico panorama sul golfo di Napoli.

La straordinaria importanza della Villa Imperiale si riflette non solo nella posizione panoramica ma anche nella sua vicinanza al centro religioso della Pompei romana, cioè al tempio di Venere, patrona della città Colonia Cornelia Veneria Pompeianorum. Pompei era diventata colonia romana dopo l’assedio da parte di Silla ed ospitava circa 2000 veterani. I colonizzatori avevano costruito il tempio riccamente decorato su un terrazzamento di 30 x 15 m quadrati, in una posizione dominante sulla valle del fiume con ampia vista sul mare. “ Si veniva pertanto a creare un legame ottico tra la villa ed il sovrastante santuario, legame che ricorda suggestivamente quello esistente - in virtù di intenti religiosi ed ideologici – fra la casa di Augusto sul colle Palatino ed il sovrastante tempio di Apollo”. (Umberto Pappalardo).

La storia della VIMP
Villa Imperiale é in realtà una costruzione abusiva. L’edificio é stato costruito illegalmente dal suo proprietario di allora – nell’ultimo decennio del 1. sec. a.C. – su terreno pubblico, lungo le pendici contigue alle mura di cinta. La villa, restaurata in quarto stile dopo il terremoto del 62 d.C., fu riacquistata o confiscata su ordine del prefetto imperiale Tito Svedio Clemente che agiva per incarico dello stato. Sotto Vespasiano venne ampliato il terrazzo del tempio di Venere , cosa che comportò la demolizione del piano superiore della Villa Imperiale. Si é conservato uno solo degli archi di sostruzione progettati per la terrazza del tempio di Venere. “La prominente posizione dell’edificio e la sua vicinanza al tempio di Venere sono significative per comprendere il potere e l’influenza del proprietario di allora” (W. Ehrhardt). “Non un personaggio qualsiasi poteva permettersi sotto Augusto questo terreno. Dal momento che il proprietario doveva appartenere alle famiglie più ricche e potenti di Pompei, l’espropriazione fu probabilmente un atto politico.” Per questo si potrebbe supporre che il proprietario non fosse un adepto di Vespasiano e che per questo cadde in disgrazia mentre la sua proprietà venne confiscata. Oltre a ciò- conclude Ehrhardt – si poteva presentare la ricostruzione del tempio di Venere e la demolizione di Villa Imperiale come un atto generoso del nuovo imperatore e della sua politica popolare.

L’edificio conservato si presenta come segue: A sinistra l’ingresso presso Porta Marina, il lungo portico con la parte frontale del giardino, il salone (sala A), la camera da letto con finestra sul mare (cubicolo B) , la sala da pranzo (triclinio C) con il peristilio D e vista sul giardino, altri ambienti.

La disposizione degli ambienti della villa con portici ed ambulacri, la sua decorazione nonchè gli impianti dei giardini erano espressione dello status sociale ed intellettuale del proprietario secondo la tradizione delle monarchie ellenistiche del mediterraneo orientale. Delle 43 colonne del portico, un tempo ricoperte di stucco bianco, si sono conservati solo dei resti. Il lungo portico aperto su un solo lato a causa della disposizione delle colonne offriva non solo riparo dal sole ma anche una luminosa e festosa accoglienza ai visitatori.

La decorazione della parete di fondo in terzo stile, per quanto conservata, consiste di uno zoccolo e pannelli in nero, di rivestimenti parietali eseguiti in diversi colori. Questi rivestimenti hanno un ruolo importante nella pittura pompeiana. Di fronte conclude la composizione un fregio con graziose architetture ed eleganti elementi decorativi su fondo bianco. I giardini contigui , la vista sul mare blu e l’elegante portico creano un effetto generale d’impronta feudale.